Dell’amore e di altri sbagli

dal libro di Giancarlo Visitilli Dell’amore e di altre storie (Caissa editore)
adattamento e drammaturgia Riccardo Spagnulo e Giancarlo Visitilli
con Luigi D’Elia
regia Luigi D’Elia e Giancarlo Visitilli
spazio scenico Luigi D’Elia
luci Francesco Dignitoso
una produzione Teatri di Bari, Factory compagnia Transadriatica – Centro di produzione teatrale

“Dio m’ha mandato una fila d’altri ragazzi come per dire che devo seguitare ad amare le creature giorno per giorno come fanno le maestre e le puttane”Lorenzo Milani, Lettera a Francuccio

Alla Risacca finiscono i ragazzi che non tornano più a riva. Una casa famiglia a picco sul mare, un luogo sospeso dove le vite degli adolescenti scorrono come lancette inceppate. Samantha, Massimo, Francesca, Nicola, Daniela, Vittoria, Mario e Almir abitano questo spazio fragile, portando sulle spalle uno sbaglio, proprio o altrui. Affidati dai Servizi Sociali, cercano una direzione, un appiglio, una possibilità. Vivono un’adolescenza invisibile, spesso ridotta a cronaca. Qui arriva Saverio, con strumenti semplici: libri, musica, film. Non promette salvezza, ma presenza. Ascolta, accoglie, resta, anche nel silenzio.

In questo equilibrio precario emerge un legame sottile tra lui e una ragazza del centro. Un avvicinamento fatto di pause e parole sospese, dove la cura rischia di confondersi con altro. Il confine tra responsabilità e desiderio si incrina, diventa instabile. Non è una storia d’amore, ma una discesa nelle ombre, una crepa che si apre. La Risacca racconta così la fragilità dell’adolescenza e quella di chi educa, entrambe esposte allo smarrimento.

È un luogo dove si impara a stare dentro le regole e nelle loro ambiguità, senza protezioni, nel continuo moto del mare. Educatori e ragazzi condividono lo stesso movimento: cadere, resistere, provare a tornare. Come sommersi e salvati, cercano un senso nel ritorno possibile.

Giancarlo Visitilli, Riccardo Spagnulo e Luigi D’Elia si incontrano dopo anni di lavoro con i giovani, dando forma a un racconto che nasce dall’ascolto. Non ci sono eroi, ma persone in cammino. La vita devia, inciampa, costringe a scegliere. E forse l’unica salvezza possibile sta proprio nel restare, nel riconoscersi, nel non smettere di cercare un approdo.è solo quella di mettersi in quella stessa barca. Così come siamo. 

La Risacca è il racconto di uno di questi viaggi. Uno dei possibili.

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